Meet on Monday: Oscar Cycling Team

Luca Oscar, Roberto Barone, Luca Meneghello, Gianpiero Mastronardo, Daniele Callegarin. Questi sono i nomi dei membri del neonato Oscar Cycling Team. Una squadra creata da poco e con base a Valenza ma già parecchio agguerrita e pronta a darsi battaglia ad armi pari con i nomi sacri dello scatto fisso italiano e non.

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Cos’è l’Oscar Cycling Team? Come siete finiti a correre insieme?

Luca Oscar: A differenza dei miei amici, io pedalo su una bici da corsa da meno di due anni, anche se la mia passione viene da lontano. Ho montato la prima bici a scatto fisso nel 2012 finita l’università, per andare a lavoro. Da quel momento è iniziata, quasi per gioco, l’avventura della Oscar Cycling, ed è così che con Roberto Barone abbiamo deciso di provare a fare qualche gara insieme, con gli stessi colori. Quindi a Settembre 2014 nasce la Oscar Cycling Team. Dal 2015 si sono uniti alla squadra Mastronardo e Meneghello, amici da anni, e Callegarin che abbiamo conosciuto grazie allo sponsor principale della squadra. Lui ci ha messo un minuto a farsi apprezzare da tutti, e non ha avuto bisogno di nessuno stimolo per condividere totalmente la filosofia che ci lega. La nostra filosofia è di prendere l’avventura con la giusta mentalità, nessun dovere, nessuna responsabilità. Ogni viaggio per una gara è un momento di condivisione del proprio tempo con persone con cui ci piace stare, scherzare e faticare. 

Come vi siete avvicinati al mondo delle bici a scatto fisso?

Roberto BaroneLa prima gara che ho visto è stata al Lambro. Ero andato lì per accompagnare Elema che faceva una gara tra donnine e dopo ho seguito la gara con le fisse, mi è salita l’adrenalina solo a guardarli e da lì mi è venuta la fissa per la fissa.

Daniele Callegarin: Mi sono avvicinato al mondo fixed sicuramente per la passione per le due ruote, per la bicicletta. Ma è diventata realtà concreta quando ho iniziato a lavorare in Ridewill che me ne ha dato la possibilità.

Gianpiero Mastronardo: Ero incuriosito da questo nuovo movimento e i miei compagni di squadra mi hanno trasmesso il loro entusiasmo, così ho deciso di avvicinarmi a questo mondo. Ne sono rimasto affascinato.

Luca Meneghello: Mi sono avvicinato da pochissimo al mondo dello scatto fisso, un mondo totalmente diverso rispetto a quello a cui sono abituato. Ho montato una fixed per allenarmi questo inverno e nell’arco di poco tempo sono entrato nel team, grazie sopratutto a Luca Oscar, che come tutti gli altri, è un amico più che un compagno di squadra.

Luca Oscar: Sono un minimalista per natura, e quando ho deciso di smettere di usare la macchina per girare in città, la fissa era la mia scelta ideale come mezzo di trasporto, privata di tutto ciò che era sacrificabile, la fissa è essenziale e minimale. Sempre nel 2012 ho seguito la mia prima Red Hook di Milano, e in quel momento, in cui ancora non mi allenavo in bici, ho deciso che un giorno sarei stato lì in mezzo a quegli atleti.

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Cosa rappresenta per voi il team? E quali i vostri obiettivi per la nuova stagione?

Barone: Il team è nato quasi per gioco. Io e Luca Oscar volevamo partecipare alla Red Hook di Milano e abbiamo deciso di farlo con una maglia uguale e da qui è partito tutto. Quello che rappresenta il team è scritto sulla bici, cioè #staisenzapensieri. Spero di divertirmi, voglio solo questo. Nelle ultime stagioni non è stato così e ora voglio tornare a divertirmi andando in bici.

CallegarinIl team rappresenta la condivisione di una felicità reale che altrimenti non sarebbe tale. I risultati migliori sono i sorrisi sui volti dei compagni.

Mastronardo: Il nostro team è come una famiglia, composta da amici che hanno in comune la passione per la bici, e l’ambizione di dare sempre il massimo. L’obiettivo è la crescita tanto individuale quanto di squadra, senza mai perdere di vista il divertimento. Personalmente ho tutto da giocare e niente da perdere.

Oscar: Siamo un gruppo molto affiatato, pedaliamo insieme tutti i giorni, e spesso ci vediamo anche quando non abbiamo su il casco. Il nostro obiettivo è quello di affermarci ai massimi livelli senza mai perdere di vista da cosa siamo partiti.

Un momento da ricordare della passata stagione. Quali i vostri risultati migliori?

BaroneIl ricordo più intenso della scorsa stagione è l’amarezza per essere rimasto fuori dalla finale della Red Hook. Forse è stato meglio così, non era il momento giusto per correrla e ho capito che quella gara te la devi meritare. L’obbiettivo di quest’anno è meritarsi quella gara.

Oscar: Nel momento in cui ero sulla linea di partenza delle qualifiche della Red Hook Crit di Milano 2014, avevo il cuore a mille. Era il momento che avevo sognato. Quello è il ricordo più bello che ho fino ad ora. Come risultati di squadra, Barone ha fatto 3 podi su 4 gare corse. Ci manca solo la vittoria, che arriverà.

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Avete qualche rituale prima di una gara? Un motto? Come vi concentrate?

Barone: Ci prendiamo per il culo tutto il tempo! Siamo più concentrati a fare quello che a parlare della gara. Il motto è StaiSenzaPensieri. Dice tutto.

Callegarin: Prima della gara ci si tocca le palle. Sempre. Da sempre. Perché il divertimento c’è, ma il rischio anche.
E si deve tornare a casa. Perché il giorno dopo si lavora. In Ridewill.

Mastronardo: Il motto del team é “Stai senza pensieri”, ma io ne ho anche uno personale, cioè “Testa bassa e battaglia!” Per me vuol dire dare il massimo in gara, sempre concentrato, fisso sull’obiettivo.

Oscar: Nessun rituale particolare. Ascolto musica classica per allentare la tensione e isolarmi dal contesto. Poi qualche minuto prima della partenza passo al rock che mi riporta con la testa alla gara.

Il posto più bello dove avete gareggiato o dove vorreste farlo?

Barone: Il posto che mi è piaciuto di più è stato a Carpi all’Aerodrome Crit, aveva il suo fascino.

Callegarin: Il posto più bello è quello che verrà. Tutto nuovo per me. Ma sicuramente città come Londra e Barcellona fanno tremare i baffi!

Mastronardo: Mi carica senza dubbio avere l’opportunità di girare il mondo attraverso le gare della Red Hook e gli altri eventi internazionali a cui parteciperemo.

Oscar: New York. Red Hook Crit.

La bici è solo gara o ha altre declinazioni per voi?

Barone: La bici per me è libertà.

Callegarin: La bici era solo gara, almeno per quanto mi riguarda. Fixed è già una declinazione.

Mastronardo: La bici è la passione che anima la mia vita. Non esagero, è da sempre così. Significa sentirmi libero e leggero, distante dai piccoli problemi quotidiani. Significa trascorrere del tempo con gli amici, prendermi cura della mia salute. Significa mettermi alla prova, confrontarmi con gli altri. Ma nel momento della gara, la competitività si accende e allora: testa bassa e battaglia!

Meneghello: La bici è una sfida, prima di tutto con sé stessi. Mi ha migliorato molto sotto tutti i punti di vista, ma al momento dello start sì, è una gara. Del sano agonismo non guasta mai.

Oscar: Questa avventura per noi è un viaggio, il momento della gara ne è una parte importante, ma c’è tanto altro. L’allenamento, l’attesa, la preparazione e il terzo tempo. Questo è quello che rende speciale questo ambiente. Siamo tutti ragazzi appassionati, avversari in corsa, e compagni di tavola subito dopo!! La filosofia dello scatto fisso è la fortuna di questo movimento.

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Un personaggio a cui vi ispirate o qualcuno che vi da la forza anche nei momenti peggiori?

Barone: Tutti sono d’ispirazione. Penso che ci sia da imparare da tutti però poi sei tu a doverci mettere del tuo.

Callegarin: My dad.

Oscar: Se parlando di momenti peggiori si intende la fatica durante la gara, io penso sempre che quello davanti a me sta pensando esattamente la stessa cosa, che lotta per non mollare, e se non molla lui, devo riuscire a non farlo nemmeno io.

Altre passioni oltre al ciclismo?

Barone: Mi piacciono tutti gli sport, specialmente quelli adrenalinici e poi mi piace sco.. scofanare che avevate capito ahahahah sempre a pensar male.

Callegarin: Non credo si possa dire. Ne tanto meno scrivere.

Meneghello: Prima di essere un ciclista ho suonato per anni la chitarra in un gruppo, la passione per la musica rimane, inoltre amo le moto e i tatuaggi.

Oscar: La fotografia è la mia più grande passione. Amo disegnare, lo faccio per lavoro e disegno personalmente tutti i miei tatuaggi. Ho praticato quasi tutti gli sport che ho avuto la possibilità di provare, ma i miei preferiti al di fuori della bici sono stati quelli di contatto, Boxe e Krav Maga su tutti.

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Luca Oscar, Roberto Barone, Luca Meneghello, Gianpiero Mastronardo, Daniele Callegarin. These are the names of Oscar Cycling Team’s riders. A new born team based in Valenza (AL) but already quite fierce and ready to battle on equal terms with the sacred names of the fixed gear scene.

What’s the Oscar Cycling Team? What’s its philosophy? How did it happen for you to ride together?

Luca Oscar: Unlike my friends, I’ve been riding on a road bike since two years or less, but my passion comes from afar. I set my first fixed gear bike in 2012 after my university graduation for communting. Hence it began, almost for fun, the adventure with Oscar Cycling, so Roberto Barone and I decided to try to ride some race together with the same jersey. In september 2014 the Oscar Cycling Team was born. In 2015 Mastronardo and Meneghello, with whom we’ve been friends for years, and Callegarin, thanks to who we met the main our main sponsor, joined the team. Lui ci ha messo un minuto a farsi apprezzare da tutti, e non ha avuto bisogno di nessuno stimolo per condividere totalmente la filosofia che ci lega. La nostra filosofia è di prendere l’avventura con la giusta mentalità, nessun dovere, nessuna responsabilità. Ogni viaggio per una gara è un momento di condivisione del proprio tempo con persone con cui ci piace stare, scherzare e faticare.

How did you approach the world of fixed gear bike?

Roberto Barone: The first fixed gear race I saw was one of the Lambro Crit. I was there to escort Elema who was taking part in a women race and, after that, we stayed to see the fixed gear race, that gave me so much adrenaline and so my fixed obsession began.

Daniele Callegarin: I approached the fixed gear world considering my passion for bikes. But this became a concrete reality sinche when I began working for Ridewill who has given me the possibility.

Gianpiero Mastronardo: I was curious about this new fixed world and my team mates’ enthusiasm was contagious, so I decided to approach this world. I’ve been fascinated since that. 

Luca Meneghello: I came in contact with the fixed gear world very recently, a whole new world for me, very different from what I was used to. I set my first fixed bike last winter just for training and in a few months I was a part of the team, thanks especially to Luca Oscar who, like all the other guys, is more a friend than a team mate. 

Luca Oscar: I am a minimalist by nature and when I decided to stop using my car the fixed gear bike was the best chioce for me as a mean of transportation, deprived of everything that was expendable, a fixed bike is pure essence and minimalism. In 2012 I attendend my first RHC in Milan as a spectator and, in that moment, when I still was not trained, I decided that, one day, I would be there among those athlets.

What Oscar Cycling Team means to you? What are you goals for the upcoming season?

Barone: The team was born almost for fun. Luca Oscar and I had the desire to take part in the Red Hook Crit in Milan and we decided to do with the same jersey, and hence started it all. What the team represents to us is written on our bike: #donotworry. I really hope to have fun, that’s all I’m asking for. In the past seasons I hadn’t and now I really want to have fun again riding my bike. 

Callegarin: The team is sharing a real happiness that otherwise would not be such. The best results are the smiles on the faces of your team mates.

Mastronardo: Our team is a kind of family, made by friends who have in common the same passion for the and the ambition to always give our best. Our goal is to grow to individually than as a team but always having fun in the meantime. Speaking for myself, I have nothing to lose but everything to gamble.

Oscar: We are a very close team, we ride together everyday and we often meet each other outside the bike field too. Our goal as a team is to reach the highest level in this sport without forget from where we started though.

A time to remember from the past season. What were your best results?

Barone: One of my most intense memory of the past season is the bitterness to be left out of the final of RHC. Maybe it was better that way, it wasn’t the right moment to race it and now I know that you have to deserve that race. This is my goal for this new season. 

Oscar: My heart beated so fast when I was on the start line of Red Hook Crit Milan 2014. It was the moment I always dreamed of. That’s the most beautiful memory for me ‘till now. As a team we ha great results with the three podiums out of four races of Barone. We only missed a victory but I’m sure that that will come. 

Do you have any rituals before a race? A motto? How do you concentrate?

Barone: We make fun of ourselves all the time! We’re more focused on that rather than to talk about the incoming race! Our motto is: NotToWorry. That explains everything.

Callegarin: Before every race we knock on wood. Always and it’s always been like this. Because we have fun but we take risks too. And you have to get back home safely ‘cause the day after you have to go work in Ridewill. 

Mastronardo: Our team motto is “Do not worry” but I have myn own personal one too that is “Head down and fight!”. It means to me trying to make my best in the race, always focused and and set on my goal

Oscar: No particular ritual. I usually listen to classic music to ease my tension and isolate myself from the sorroundings. Then a few minutes before the race I switch to rock music that get me back to be focused on the competition.

What’s the most beautiful place where you competed or where would you like to do it?

Barone: The place I liked the most was the Carpi airport for the Aerodrome Crit. It was fascinating.

Callegarin: The most beautiful place to race is the one that has yet to come. Everything is new to me. But cities like London or Barcelona surely give me the thrills!

Mastronardo: Having the opportunity to travel the world to partecipate in the Red Hook series and in the other internatiol races that we are going to attend is a blast.

Oscar: New York. Red Hook Crit.

The bike only means race or has it other meanings to you?

Barone: Bike equals freedom for me.

Callegarin: The bike was only a competition for me in the first place. Fixed is already a declination.

Mastronardo: The bike is a passion that rules my life. I’m not exaggerating, it’s alway been like that. It means feeling myself light and free, far away from the little problems of my everyday life. It means spending time with my friends, taking care of my health. Bike means to test my limits, have a confrontation with the others. But when the race starts my competitive spirits takes control: head down and fight!

Meneghello: The bike for me is a challenge, first of all with myself. It helped me to improve under all points of view but when the race starts, yes, it is a competition. A bit è una gara. healthy competition never hurts anyone.

Oscar: This adventure is like a journey for us, the moment of the race is important but there’s something more. Training, waiting, the set ups and the after match. That’s what makes this world so special. We have all the same passion, we may be contendants in the race but table mates the moment after! The philosophy of the fixed gear world is the fortune of this world.

Do you have somebody who inspires you or someone who gives you strenght even in the worst moments?

Barone: Everyone is an inspiration to me. I think that you can learn something from everybody but then you always have to put a little of you in everything you do.

Callegarin: My dad.

Oscar: If by the worst moments you mean the effort during the race I always think that the one in front of me is thinking the same exact thing as me, he goes one fighting to not give up, and if he doesn’t, then I can’t either.

Other passions over cycling?

Barone: I like all kind of sports especially the adrenalinic ones. And then I like to get la… lazy! What were you thinking? Ahahahhaha.

Callegarin: I don’t think I can say it loud nor writing it down!

Meneghello: Before getting involved in cycling I have been a guitarist in a band for years and I’m still passionate about music, then I love motorcycles and tattos. 

Oscar: My greatest passion in photography. I love to draw, it’s my daily job and I usually draw all my tattoos by myself. I’ve been practicing all kind of sports I had the possibliliy to try, but my favorites, apart from the bike, have been the ones with human contact, Boxe e Krav Maga overall.


TUTTE LE FOTO SONO MIE E SONO PROTETTE DA COPYRIGHT 2015. SE INTERESSATI SCRIVETEMI.
ALL THE PHOTOS ARE MINE AND UNDER COPYRIGHT 2015. IF YOU ARE INTERESTED IN SOME OF THEM WRITE ME.
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