Meet on Monday: Ju Team Cycling

Iniziamo questo appuntamento sporadico delle interviste del lunedì con lo Ju Team Cycling. E non è un caso. Conosco molti di loro da anni e sono miei cari amici, altri invece li ho incontrati da poco, ma, al di là di ciò, si tratta di un bel gruppo eterogeneo di amici con la bici come comune denominatore, quindi mi sembrava l’inizio perfetto per questa rubrica che non tratterà solo di team di bici a scatto fisso in senso lato ma di tutti coloro che hanno fatto delle bici una passione, un lavoro, un passatempo, un sogno.

Dello Ju Team fanno parte almeno otto persone. Ci sono quelli come Fabio Angeli, Raffaele Giordano ed Emanuele Mameri che sono il fucro della squadra a scatto fisso che si dà battaglia nelle varie criterium. Quelli come Francesco Barbazza e Damiano Oriolo, che invece preferiscono il periodo freddo del ciclocross. Stefano Varallo si diletta in varie pratiche, dalla strada al cross fino al triathlon. E poi c’è Federico Iovanovich, che ha fatto dell’hillbombing una filosofia di vita. Nessuno di loro tuttavia disdegna percorsi trasversali, e infatti molti di loro possono essere visti nelle più svariate situazioni e su diverse bici, lontani da quel che di solito è il loro campo. Basta pedalare insomma, meglio se in compagnia.

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Che cosa è lo Ju Team Cycling? Come siete finiti a correre insieme?

Giordano: Lo JuTeam, prima di essere una squadra, è il ritrovo abituale di un gruppo di amici appassionati di ciclismo. C’è chi pedala da una vita per hobby, chi proviene dall’agonismo, chi ha comprato la sua prima bici l’altro ieri… Ci si trova e si pedala. Col tempo aumentano i “riders” e il passo naturale successivo è quello di voler vestire la stessa maglia, lo stesso jersey: nasce così lo Ju Team.

Angeli: Lo Ju Team è un gruppo di amici/rider che hanno deciso di fare squadra tutti insieme! La filosofia che ci accomuna è: divertiamoci pedalando! Ognuno di noi ha le proprie caratteristiche, peculiarità ed impegni, ma quando riusciamo si pedala tutti insieme e ci si diverte un mondo! Alcuni del gruppo li conosco da una vita, altri solo da qualche mese, ma non importa, perché pedalando insieme si riesce a capire molto di una persona… E’ un modo di conoscersi che differisce da qualunque altro, far fatica eppure riuscire a ridere e scherzare unisce molto le persone, anche se magari è la prima volta che ci si vede!

Mameri: Lo Ju Team, prima di essere un team, è un gruppo di amici di Novara, con in comune la passione per la bicicletta. Io con loro, ad essere onesto, non c’entro nulla. Sono l’ultimo arrivato, non ho un background da ciclista, sono lento, e comunque sono di Varese! Che,  “campanilisticamente” parlando, con Novara non è il massimo! Sono “entrato” nel team grazie a Francesco Barbazza. L’ho conosciuto nel 2010 a lavoro, ma, una volta nata l’amicizia, mi ha dato in breve tempo l’imprinting per entrare a far parte del mondo del ciclismo. Senza di lui, a quest’ora, peserei ancora 10kg in più e avrei un pacchetto di sigarette sempre in tasca! Per le crit siamo in tre ragazzi a correre, oltre a me, c’è Fabio, un cavallo di primissima razza, che, grazie al fatto di essere cresciuto su una bicicletta, anche senza allenamento, riesce sempre a fare un’ottima figura. Poi c’è Raffah, che è più simile a me come caratteristiche, nel senso che si gareggia più per l’adrenalina ed il divertimento che per il risultato. In realtà poi c’è un anche quarto rider che corre le crit, e che rider! Paolo Bravini è il fondatore dello Ju Team ed è talmente forte che ormai è il secondo anno che corre crit in giro per il mondo, con addosso la prestigiosissima maglia del Team Cinelli Chrome! Ma comunque ci piace pensare che sia anche “uno di noi”!

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Come vi siete avvicinati al mondo delle bici a scatto fisso?

Giordano: Amico di vecchia data di Paolo Bravini del Team Cinelli Chrome, le bici mi sono passate sotto il naso innumerevoli volte. Troppo tempo lontano dallo sport e affascinato dal lato tecnico ho deciso di comprare la mia prima bici a scatto fisso un po’ anche invogliato dalla moda che ha preso piede qualche anno fa. Un solo oggetto per assecondare più stimoli differenti, la perfezione!

Angeli: Personalmente mi sono avvicinato al mondo delle bici a scatto fisso grazie al mio amico Paolo, ci conosciamo fin da ragazzini, abbiamo corso insieme, finché un giorno mi ha detto: “Ehi, vuoi venire a fare una gara con me?” Io non correvo più da anni e mi ero appena riavvicinato alla bici per rimettermi in forma dopo un infortunio, non avevo una tessera e non ero iscritto a nessuna squadra, quindi ero un po’ titubante… Poi usare un fissa per strada, con le macchine, era strano! Bhe, per farla breve mi ha rassicurato dicendomi che era una gara tranquilla, più una pedalata con gli amici che una gara vera e propria! Grazie a quella giornata mi si è aperto un mondo nuovo! In un solo pomeriggio ho pedalato, riso, parlato e scherzato con persone che non avevo mai visto, ma che erano davvero appassionati alla bici come me! Vado in bici da davvero tanto tempo, e avevo già usato questo tipo di bici, sia per allenarmi che per alcune gare su pista, ma mai avrei pensato che sarei arrivato a questo punto!

Mameri: Quando sono arrivato nel team ci correvano già tutti con il fisso.
Io di scatto fisso e criterium ho iniziato a sentirne parlare nel 2011, ma solo nel 2013 e 14, partecipando come fotografo amatoriale alla Red Hook di Milano ho avuto la folgorazione!
La mia prima fissa l’ho avuta esattamente un anno fa! Sono ancora un cazzo di un rookie! E lo sarò a lungo.

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Cosa rappresenta per voi lo Ju Team? Obiettivi per la nuova stagione?

Giordano: Lo Ju Team è la prima cosa a cui associo il mio andare in bici e non. Se faccio una gara è con lo Ju Team, un giro la domenica è con gente dello Ju Team, un qualsiasi avvenimento bello o brutto, anche “non-cycling”, non è difficile che senta il bisogno di parlarne prima con i miei amici del team.

Angeli:  Lo Ju Team è la mia famiglia su due ruote! Se ho un dubbio, un problema, una domanda che riguarda la bici con loro so che troverò una soluzione! Per questo 2015 voglio fare il meglio possibile nelle gare più importanti a cui parteciperò, soprattutto alla RHC di Milano!

Barbazza: Per me lo Ju Team è uno stare insieme, un divertirsi in compagnia, scambiarsi consigli e condividere le gioie e i “dolori” sulle due ruote! Io lo “vivo” principalmente da ottobre a febbraio, insomma la stagione morta, fredda, ”sbagliata” per quanto riguarda lo scatto fisso… Ma  è LA STAGIONE di ciclocross! La mia più grande passione!

Mameri: Gli obiettivi importanti del team sono fare ancora bella figura alle RHC di Barcellona e di Milano, oltre alle svariate crit in giro per l’Italia e l’Europa.
Personalmente vorrei arrivare a fare una RHC, ma questa volta non come fotografo!

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Un momento da ricordare della passata stagione? Quali sono stati i vostri risultati migliori?

Giordano: Purtroppo sono l’ultimo a poter parlare di risultati veri. Nelle criterium con i mostri sacri, ad esempio, la cosa che faccio meglio è il tifo dopo esser stato doppiato!!

Angeli: Momenti da ricordare ce ne sarebbero tantissimi! Ma credo che uno dei migliori per me sia stata la criterium di Rotterdam! Per la prima volta sono stato in quella città magnifica, ho avuto la possibilità di girarla in bicicletta e con gli amici, inoltre sono riuscito a fare un’ottima gara concludendola al 4° posto! I ragazzi dell’organizzazione hanno fatto davvero un gran lavoro, hanno addirittura trasmesso la gara in streaming su internet, così anche i miei genitori e gli amici hanno potuto seguirci e fare il tifo da casa!

Mameri: L’anno scorso a Milano… Fabio in qualifica è stato coinvolto in uno spettacolare incidente, il tutto ripreso dalla sua GoPro! Paura pura, ma per fortuna nulla di grave, solo un ginocchio sbucciato, Ha comunque partecipato alla gara concludendola al 50esimo posto!

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Avete qualche rituale prima di una gara? Un motto? Come vi concentrate?

Giordano: Non ho una grande esperienza di gare, se non mi tremano le gambe scherzo per allentare la tensione, una stretta al casco e via…

Angeli: Nulla di particolare, di solito sono abbastanza teso prima delle gare, soprattutto prima di quelle più importanti e cerco di rilassarmi magari ascoltando un po’ di musica.

Barbazza: Nessun rituale o motto particolare ma per concentrarmi al meglio, amo arrivare presto sul tracciato e provarlo e riprovarlo, scegliere le gomme, discutere di traiettorie e tecniche di gara.

Varallo: Nessun rituale pre-gara, cerco di concentrarmi su di me e ripenso all’allenamento che mi ha portato fin lì. Un motto? We are Belgium!

Oriolo: Il mio motto è: giò al raport! Di solito prima di ogni gara mi concentro prendendo in giro quelli che puntano alla vittoria ahahaha!

Iovanovich: Non sono un corridore e non competo quasi mai con nessuno se non con le mie capacità e con l’ambiente che mi sta intorno. in genere ascolto musica per focalizzare.

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Il posto più bello dove avete gareggiato o dove vorreste farlo?

Giordano: Le gare di “Fisso Magenta” nella Lomellina hanno sempre il loro fascino drammatico… Una gara nella nostra Novara non mi dispiacerebbe.

Angeli: Mi piacerebbe andare a correre in Giappone, mi affascina molto come posto!

Barbazza: Il posto più bello per me è stato Belgioioso (Pavia) dove ho corso il Campionato Italiano di CX nel 2014.

Varallo: Jerago con Orago (Varese), mille anni fa! Tantissimo fango e fatica ma aver terminato quella gara è stato incredibile!

Mameri: Il più bel posto dove ho corso è stato ad ottobre scorso alla crit di Carpi… Oltre al Lambro, ho corso solo lì fin’ora!

Iovanovich: Partecipo a gare vere e proprie molto di rado… Probabilmente i posti più belli che ho visto gareggiando sono stati in Valtellina.

La bici è solo gara o ha altre declinazioni per voi?

Giordano: Le gare sono un modo per stare con i miei amici, la cosa che amo di più fare con una bicicletta è scalare! Da solo, su una montagna, con i miei tempi ed i miei modi, mi sento davvero a mio agio.

AngeliAssolutamente no! La bici è il mio psicologo di fiducia, il mio modo di staccare la spina da tutti i problemi e le preoccupazioni, il mio passatempo preferito! Le gare sono una conseguenza e una cosa che mi piace fare!
Nel 2014 la bici è anche stata il mio modo di fare le vacanze! Infatti dopo la RHC di Barcellona mi sono fatto lasciare dai miei amici in Francia e sono tornato a casa sulla mia Knife facendo 750 km da solo in 6 giorni! Era la mia prima esperienza di questo tipo e devo dire che mi sono divertito tantissimo! Spero di rifarlo, magari stando via più giorni e con una bici fatta apposta!

Barbazza: Ovviamente per me la bici è ciclocross, ma anche salite in bici da corsa, meglio se su bici in acciaio! #Steelisreal

Varallo: Per quanto mi riguarda la bici è una fuga dalla città per dimenticare i problemi! Sulle due ruote si può guardare a tutto con una prospettiva diversa e migliore.

Mameri: La bici ormai è parte del mio quotidiano, ma purtroppo solo per allenamenti e per  divertimento. Vorrei che fosse anche il mio mezzo di trasporto per tutto il resto, soprattutto per il lavoro, ma le distanze non me lo permettono.

Oriolo: Per me la bici è avventura, relax e curiosità!

Iovanovich: Hvis Lyset Tar Oss.

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Un personaggio a cui vi ispirate o qualcuno che vi da la forza anche nei momenti peggiori?

Giordano: Mio padre, non un ciclista ma tennista e sportivo d’altri tempi, me ne ha raccontate talmente tante…

Barbazza: Mi ispiro a tutti e nessuno purchè facciano parte del magico circo del ciclocross: Sven Nys, Zdenek Stybar, Kevin Pauwels, Klaas Vantornout, Tom Meeusen, Rob Peeters & Co… Giusto per citarne alcuni!

Varallo: Ciclisticamente parlando il grande Miguel Indurain!

Iovanovich: Legato al mondo alternativo della bicicletta John Cardiel su tutti.

Altre passioni oltre al ciclismo?

Giordano: Musica! Suono la chitarra in una band, un’altra piccola famigliola con la quale abbiamo bei progetti per il futuro… #crossedfingers 😉

Angeli: Mi piace fare sport in generale e negli ultimi anni mi sono avvicinato al triathlon, quest’anno infatti, come obiettivo personale, ho quello di fare l’Ironman dell’Isola d’Elba il 27 settembre!

Barbazza: Amo cucinare, specialmente grigliate!

Varallo: Amo nuotare, suonare e andare sulle due ruote motorizzate!

MameriVino e birra (rigorosamente artigianale). Sono anche un motociclista, ma in questo momento sono senza moto (ho solo una Vespa!), inoltre
mi diletto con la fotografia, con risultati all’altezza delle mie capacità ciclistiche ovvero scarsissime!

Oriolo: La famiglia e il lavoro assorbono praticamente tutto il mio tempo. Mi piacerebbe averne di più da dedicare alla bici!

Iovanovich: Musica, skateboarding, snowboarding. 

Altro da dichiarare?

Forza Juuuuuuu!

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Let’s start this sporadic Mondays interviews with the Ju Team Cycling. And it’s not a coincidence. I’ve known many of them for years and they are my dear friends, I met others of them recently, but, beyond that, it’s quite a group of friends with different passions but with the bicycle as the common denominator, so it seemed to me the perfect way to start this round of articles that will not only deals with fixed gear team in a broad sense, but with all those who have made the bike itself a passion, a job, a hobby, a dream.

In the Ju Team there are at least eight people. There are those like Fabio Angeli, Raffaele Giordano and Emanuele Mameri who are the fulcrum of the fixed gear team that always battles in various criterium. People like Francesco Barbazza and Damiano Oriolo prefer the cold season of cyclocross. Stefano Varallo dabbles in various practices, from road race to cross to the triathlon. And then there is Federico Iovanovich, for whom hillbombing is a way of life. None of them, however, disdains paths cross, and in fact many of them can be seen in different situations and on different bikes, far from what it is usually their field. The only important thing is to ride a bike, preferably in good company.

What’s the Ju Team Cycling? What’s its philosophy? How did it happen for you to ride together?

Giordano: The Ju Team, before being a team, is the place where friends passionate about cycling usually meet. There are people who cycle for hobby, those who come from athletic competitions, those who have bought their first bike only few months ago… We just meet in the Ju Team and we cycle together. Time after time the “riders” increased  and the next natural step was to want to wear the same shirt, the same jersey: so the Ju Team was born.

Angeli: The Ju Team is a group of friends/riders that decided to run together with the same jersey! Our philosophy is: let’s have fun cycling! Everyone of us has his own characteristics and things to do, but every time we can we try to ride together and we usually enjoy it a lot! I’ve know some of my team mates for years while I met the others only few months ago, but that doesn’t matter ‘cause while cycling together you can understand a lot about a person. It’s a way to know each others different from anything else, you have to do some great efforts but then you always laugh and joke with the others and that creates a very strong bond, even if it is the first time you meet somebody!

Mameri: The Ju Team, before being a team, is a group of friends from Novara with the passion for the two wheels in common, To be honest, I don’t feel like I really belong to them. I’m the last one arrived, I hadn’t a cycling background, I’m slow and I’m from Varese that is like the antagonist city of Novara! I came in touch with the team thanks to Francesco Barbazza. I’ve known him since 2010 because we worked together and he talked a lot about the bike world. Without him I would probably weighted 10kg more and smoked a packet of cigarettes a day! There are three of us who run the fixed gear criteriums. Beside me, there’s Fabio, who is a very strong rider who has grown on a bike and, also without training so much, he can achieve great results. Then there’s Raffah, who is more like me, he races more for the adrenaline and the fun than for the podium. We have a fourth rider in fact and what a rider! Paolo Bravini is the original founder of the Ju Team and he is such a strong competitor that he has been running for Team Cinelli Chrome for two years now! We like to think of him as a part of our group anyway!

How did you approach the world of fixed gear bike?

Giordano: I’ve been friends for years with Paolo Bravini of Team Cinelli Chrome so I’ve seen any different kind of bikes countless times.  I was fascinated by the technical side of cycling and, since I wasn’t doing any sports from a lot of times, I decided to buy my first fixed gear bike, I was paying attention also at the fashion side of track bike that was raging from a few years. One object that could satisfy different motivations, the perfection!

Angeli: I came in contact with the fixed gear world through my friend Paolo. We’ve been known each others since we were young, we were in the same road team and one day he came to me and said: “Hey, why don’t you come race with me?” At that time I had stopped riding from years but I wanted to be back on the saddle again to get in shape after an injury. I had neither a license nor a team with which racing so I was a little unsure about it… Riding a track bike on the streets, through cars and people felt like a little strange to me! Paolo assured me that the race would be a calm one, more like a strolling with friends! Thanks to that day I discovered a whole new world! I rode, laughed, spoke and joked with unknown people to me but that had a passion like me, the bike! I’ve always cycled and I already used track bikes but mostly just only to train or for some velodrome races, I never thought I could arrive this far!

Mameri: When I arrived in the team everyone else was in it and already racing from some times. The first time I heard about fixed gear was in 2011 but only in 2013 and ’14 I took part in some fixed gear events as an amateur photographer, I was so shocked! I bought my fixed gear bike axactly one year ago! I’m still a fucking a rookie! And I will be for long time.

What the Ju Team means to you? What are you goals for the uncoming season?

Giordano: The Ju Team is the first thing that comes to mind when I think about cycling. If I race is with the Ju Team jersey on, my casual Sunday ride is with my Ju Team mates, whenever there’s a event, even the stricly non-cycling related, I always feel the urge to talk with my team mates that are, first of all, my friends.

Angeli: Ju team is my family on two wheels! If a have a doubt, a problem, a question about bikes I just have to ask them! In this 2015 I want to do my best in the most important races, especially the RHC in Milan!

Barbazza: For me the Ju Team is to stay together with my friends, have fun, exchange advices and share joys and pains of the two wheels! I live my Ju Team season from october to february, the dead, cold season, the wrong one for fixed gear… but it is cyclocross season! My greatest passion!

Mameri: The most important goal for the team is to do our best in RHC Barcelona and Milan, in addition to the various local crit in Italy and Europe. Speaking for myself I’d love to finally run a RHC and not only taking pictures at it!

A time to remember from the past season. What were your best results?

Giordano: Sadly I’m the last one who can talk about real results. In the criterium with the big names of the fixed gear world the best thing I can do, for example, is tho cheer for them after being lapped.

AngeliI have a lot of memories! One of my favourites was the Crit in Rotterdam! I’ve never visited before that beautiful city and having the possibility to wander around by bike with my friends was so great! My race was great too since I finished fourth! The guys who organized it did a really great job, they had even broadcast the race in streaming on the internet, so my parents and friends were able to follow me from Italy and cheer from home! 

Mameri: Last year in Milan… When Fabio was qualifying he was involved in a serious accident, completely filmed by his GoPro! The team was very scared but luckily nothing bad happened, just a bruised knee. Then he competed in the main race with a final 50th place.

Do you have any rituals before a race? A motto? How do you concentrate?

Giordano: I’m not so much experienced about racing, if my legs don’t shake I usually make some jokes to ease the tension, close my helmet and off I go…

AngeliI’m usually pretty nervous before every race, especially the important ones. I just try to relax listening to music.

Barbazza: No rituals or motto whatsoever but I always try to be focused. I like to arrive early on the course so I can try it over and over again, choose my wheels, talk about lines and race’s techniques.

Oriolo: My motto is: giò al raport! Before every race I usually make fun of the ones who ride only for the victory ahahaha!

Iovanovich: I’m not a proper rider and I don’t compete that often, I only fight with myself, my abilities and with the environment that sorrounds me. I usually listen to music to focus.

What’s the most beautiful place where you competed or where would you like to do it?

Giordano: The races organized by “Fisso Magenta” in the Lomellina area have always a dramatic charm… I wouldn’t mind a race in our hometown, Novara, either. 

Angeli: I’d love to race in Japan, it’s a place that really fascinates me!

Barbazza: The most beautiful place for me was Belgioioso (Pavia) where I competed in the Italian Cyclocross Championship in 2014.

Mameri: The most beautiful place where I raced was the Crit in Carpi last October… Besides the Lambro, I raced only there so far! 

Iovanovich: I don’t compete much often… Probably the most beautiful places I’ve been for a race were in Valtellina.

The bike only means race or has it other meanings to you?

Giordano: Racing is just a way to spend time with my friends but the thing I love to do the most with my bike is climbing! Alone, on a hill, taking my time. That’s where I really feel at ease.

AngeliMy bike is my personal analyst, it gives me the chance to pause my everyday problems and worries and at the same time it is my favourite hobby! Racing it’s just a consequence of what I love! In 2014 my holiday were on my bike: after Barcelona RHC my team mates left me in France and I rode back home on my Knife bike, 750km in 6 days all by myself! It was the first time for me but I had so much fun that I want to do it again, maybe with some more days and on an special bike for that experience!

Barbazza: Obviously the bike for me means cyclocross, but also uphills with my road bike, even better if done on a steel bike! #Steelisreal

Mameri: The bike is now part of my daily life, but unfortunately only for training and for fun. I would love to use it also as my main means of transportation, especially for commuting, but I can not afford the distances.

Oriolo: Bike for me means adevnture, relax and curiosity!

Iovanovich: Hvis Lyset Tar Oss.

Do you have somebody who inspires you or someone who gives you strenght even in the worst moments?

Giordano: My dad, not a cyclist but a tennis player from the past, he has told me any kind of stories!

Barbazza: I take inspiration from everyone and no one as long as they are part of the magic of the circus of cyclocross: Sven Nys, Zdenek Stybar, Kevin Pauwels, Klaas Vantornout, Tom Meeusen, Rob Peeters & Co… Just to name a few!

Iovanovich: In the alternative world of cycling John Cardiel overall.

Other passions over cycling?

Giordano: Music! I play the guitar in a band that is like another little family to me, we have a lot of nice projects for the near future… #crossedfingers 😉

Angeli: I like sports in general. In the last few years I started practicing thriatlon. My goal is to compete in the Isola d’Elba Ironman next september!

Barbazza: I love cooking, especially grilling!

Mameri: Wine and beer (strictly artisanal). I am also a biker, but nowadays I have no motorbike at all (I only own a Vespa!). I also like taking pictures but my results as a photographer are up to my cycling skills: very poor!

Oriolo: My family and my job absorb nearly all my time, I would like to have more time to devote to the bike!

Iovanovich: Music, skateboarding, snowboarding. 


TUTTE LE FOTO SONO MIE E SONO PROTETTE DA COPYRIGHT 2015. SE INTERESSATI SCRIVETEMI.
ALL THE PHOTOS ARE MINE AND UNDER COPYRIGHT 2015. IF YOU ARE INTERESTED IN SOME OF THEM WRITE ME.
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